Quando penso sulla mia esperienza linguistica la prima cosa che mi viene in mente è il ricordo di mia nonna ripetendo le sillabe con me sulla strada per il prescolastico. Nella mia famiglia, l’educazione sempre era importante. Mia nonna, che era una fervente credente nel potere dell'educazione, passava molte sere studiando con me in modo da poter leggere e scrivere bene.Quando era giá nella scuola elementare potevo leggere meglio che i bambini che hanno studiato con me. Alle sette anni, mia madre mi ha dato il mio primo libro “Le cronache di Narnia: Il viaggio del veliero.” Con quel libro io ho scoperto il mio amore per la lettura e fino ad oggi amo ancora leggere. Questo mi ha aiutato a espandere il mio vocabolario e per sviluppare meglio con la mia lingua madre.
Quando avevo nove anni, mia madre mi ha iscritto in un corso di inglese perché lei pensava che l’inglese era molto importante per “allargare i miei orizzonti”. All'inizio non mi piaceva molto l’inglese ma nel corso del tempo ho diventato un grande amore per quella lingua e sono stata felice ogni volta che imparavo una nuova parola. In quel tempo una cosa che mi ha aiutato a imparare meglio era ascoltare canzoni in quella lingua ma ora posso dire che aiuta molto a guardare film, serie televisive, leggere libri in quella lingua. Cioè essere in costante contatto con la lingua. Tutto questo dipende molto dal metodo di apprendimento della persona, personalmente imparo utilizzando tutti i metodi disponibili. D'altra parte, altri possono imparare solo con musica o con esercizi e possono avere gli stessi risultati.
Ma quando ho iniziato a studiare l'inglese all’universitá, ho scoperto che non sapevo quanto mi aspettavo. Le lingue hanno tanti sfondi storici e altri elementi che le fanno diversi e molti interessanti che non capivo ma con il passare del tempo mi hanno fatto apprezzare e capire più le lingue. Questa conoscenza mi ha aiutato molto a imparare l'italiano poiché il mio processo di apprendimento di questa lingua era piuttosto diverso.
Ho iniziato a studiare l'italiano in primo luogo per vedere se volevo davvero studiare il francese e anche perché ero molta curiosa perchè tutti i miei amici avevano scelto il francese e non avevo idea d’italiano. Così ho deciso di seguire un corso d’italiano per conoscerlo meglio e poter decidere. Il nostro insegnante italiano al corso, Luis, ci ha insegnato il linguaggio da un punto di vista più orientato alla cultura e alla grammatica e questo aggiunto alla mia conoscenza precedente con altre lingue mi aiutò a capire meglio e in modo più veloce l’italiano. Non guardo serie di TV in italiano perché il mio livello non così esteso, anche un giorno lo sarà.
Oggi, penso che sto ancora imparando le tre lingue perché ogni giorno scopro qualcosa di nuovo di loro e sento veramente che ognuno svolge un ruolo importante nella mia vita quotidiana.
Come misurare la vita? Sembra una cosa semplice e complicata allo stesso tempo. Alcune persone misurano la vita negli anni, altre con i successi, con i momenti di felicitá. Io misuro la mia vita con i momenti della paura, quelle volte in cui sono cosí spaventata che non mi posso muovere sono importanti per me. Questo puó sembrare pazzesco, ma non lo è, almeno non per me, perché la paura rappresenta un ostacolo importante nella mia vita e superare questo significa per me il più grande successo. Prima di continuare, devo fermarmi per chiarire che la mia vita è abbastanza comune. Quindi non posso raccontare storie incredibili in cui supero i timori abissali, ma posso contare su come ho superato le mie paure che anche se potrebbero essere piccole, sono state giganti per me.
Sono nata nel 1996 a Puerto Ordaz in una famiglia piena di amore formata da mia nonna, mio nonno, la mia piccola zia, mia madre e io. Sono stata chiamata Oriana grazie alla mia grande bisnonna che era ancora viva.
“Voglio che il suo nome sia Oriana. Come l’oro” mi raccontava sempre mia nonna mentre ricamavano. “Non voglio nomi strani. Qualcosa di bello e semplice” Non c'era un’altra parola. E così hanno scelto il mio nome.
Da bambina ero una ragazza abbastanza protetta e paurosa. Preferivo trascorrere il tempo con mia nonna o colorare un quaderno che trascorrere il pomeriggio a giocare con i bambini del vicinato. Spesso, mia madre mi faceva giocare con i bambini. Io piangevo sempre e le chiedevo di guardare la TV. Lei rifiutava e io piangevo di più fino a quando non notavo che non aveva cambiato la sua decisione e poi io uscivo a giocare con i bambini senza speranza. Entrambo sapevamo che stavo per essere graffiata, sudata, disordinata ma felice. Forse è per questo che mi faceva giocare con i bambini. Perché alla fine, lei sapeva che avrei avuto un divertente pomeriggio.
Potremmo dire che quella era la mia prima paura: lasciare casa mia. Ma pensando attentamente alla mia infanzia, la mia prima vera paura era molto prima di quella. Fu quando avevo 5 anni. Quel timore era mia madre.
Primo capitolo: Come ho sconfitto il mostro della notte
Quando ero piccola, passavo tutto il tempo con mia nonna. Camminavo con lei al parco, infornavamo biscotti e leggevamo libri insieme. Lei era la mia grande influenza: il mio modo di parlare e i miei hobby venivano da mia nonna.
D'altra parte, mia madre era per me l'opposto, lei mi faceva paura. Questo accadeva perché mia madre lavorava tutto il giorno e io non potevo vederla spesso. Lei era a casa solamente nella notte ed aveva sempre un cattivo umore. Se non finivo i miei compiti a tempo, mi rimproverava e come ero molto paurosa piangevo sempre. Nella mia mente infantile, mia madre era un mostro che appariva solo di notte. Anche, mi posso ricordare che una volta mi sono nascosta sotto il mio letto in modo che la mia mamma non mi vedesse. Solo la voce di mia nonna mi ha fatto uscire dal mio nascondiglio, perché mia madre mi spaventava tanto. Forse quella era una delle ragioni per cui stavo cercando di essere una buona ragazza: per impedire a mia madre di rimproverarmi.
Ho avuto quella paura tremenda a mia madre fino a quando avevo circa 8 anni.
Non avevamo molti soldi e mia madre manteneva le mie spese da solo con il suo lavoro. Lei lavorava tutti i giorni dalle 4 dalla mattina alle 20 dalla notte. Tutto quello che guadagnava lo usava per comprarmi cose, lei non comprava mai cose per lei. Così, un giorno lei decise di comprarsi un profumo costoso per il suo compleanno. Arrivò molto felice a casa e lo mostrò a mia nonna: era un bel profumo Carolina Herrera 212, il suo primo profumo costoso. Io sentivo molta curiosità di vedere il regalo di mia madre, ma io non ho detto niente perché avevo paura e ho deciso di vederlo quando mia madre non era a casa.
Il giorno dopo, mia zia, Jeanhet, e io siamo entrate nella camera da letto di mia madre. Lei prese il profumo e mi lo mostrò. L'ho tenuto nelle mie mani: era una piccola e pesante bottiglia di vetro, di forma rotonda e con una copertura in metallo magnetico. Era bellissima.
Con attenzione, ho cercato di tornarlo al suo posto. Ma, come era piccola e che non sapevo nulla di fisica, ho messo la bottiglia orizzontalmente sul comò della mia mamma. Sentii solo il rumore del vetro rompendosi. Un profumo intenso riempì la stanza e sono stata paralizzata.
Mia madre entrò violentemente nella stanza. Quando vide la bottiglia rotta, si sedette sul letto e cominciò a piangere. Io cercai di scusarmi ma lei mi vide solo con un duro sguardo e mi gridò di andare via.
Quindi, io corsi nella mia camera. Solo pensavo che mia madre mi odiava. Io ho pianto per due ore quando mia madre entrò nella mia stanza e si sedette sul letto. Pensavo che mi avrebbe gridato o punito, ma al contrario mi abbracciò. Mi ha scusato e mi ha detto che mi amava sopra tutte le cose. Ma che dovevo essere più attenta la prossima volta. Io ero attonita, non me lo aspettavo affatto. Per me, lei era una donna amara di cattivo carattere che solo voleva che fossi perfetta senza importare come io mi sentissi, cioè, che lei non mi amava. Ma quando ho capito che l’aveva fatto male e nonostante questo, lei mi ha trattato solamente con amore, io ho scoperto che mia madre non era un mostro, invece, lei era una persona amorevole che semplicemente non sapeva come esprimersi.
Così dopo quel giorno, non avevo mai paura di mia madre. In fatti, ogni giorno mi svegliava alle quattro della mattina per vedere mia madre andare al lavoro. Non era più il mio mostro della notte, ora non vedeva l'ora per che lei tornasse a casa.
Secondo capitolo: essere te stesso è la migliore cosa che puoi essere
Sono stata sempre diversa dalle persone intorno a me. Da quando ero piccola lo sapevo, spesso preferivo leggere un libro che giocare con gli altri bambini, non parlavamo allo stesso modo e fare amicizia era molto difficile per me. Ho pensato che quando crescessi, sarei stata più simile agli altri o avrei trovato delle persone che mi capissero. Però passarono gli anni, ho raggiunto la mia adolescenza e mi sentivo ancora diversa e disagevole.
Tutto è peggiorato quando sono entrata nelle medie. Sembrava che tutti sapevano come adattarsi eccetto io. Non avevo gli stessi gusti dei miei compagni di classe: la maggior parte di loro andavano spesso alle feste mentre io passavo tutto il mio tempo nell'orchestra perché insegnavo nell'asilo musicale ed ero il concertino dell’orchestra giovanile. Io avevo alcuni amici lì, ma nella scuola non sentivo di averli perché non ero onesta con loro.Sempre facevo finta che mi piacessero le stesse cose che gli piacevano solo perché avevo paura. Avevo paura di non essere accettata dagli altri e non avere amici.
Ho finto di essere un’altra persona per molto tempo fino a quando ho incontrato Marla. Lei aveva quindici anni mentre io avevo tredici. La conoscevo dall’orchestra ma non avevamo parlato molto fino a un giorno io guardavo il mio telefono e casualmente ho detto a voce alta “questo è abbastanza strano” “che cosa?” mi domandò lei che era seduta accanto a me sulla panchina. Senza pensare ho risposto “questa firma è strana. Guarda!” e le ho mostrato il mio telefono.Questa firma diceva “3l c0l30 3$ m1 p4ss10n” era aggiunta in un messaggio di testo che un ragazzo mi ha inviato. Non mi piaceva questo tipo di "scrittura" perché mi sembrava molto brutto ma non l'ho mai detto perché tutti in quel momento scrivevano così. Sorprendentemente lei ha affermato che, in fatti, quella forma di scrivere era molto brutta e che lei preferiva scrivere bene. Abbiamo parlato per circa due ore quando abbiamo notato che avevamo molte cose in comune. Da quel giorno fino ad ora siamo state migliore amiche.
In quel momento della mia vita, passavo molto tempo con Marla. Parlavamo di libri e serie di TV che ci sono piaciute, mi sentivo finalmente accettata. Un giorno, lei mi ha chiesto perché io ero differente quando ero nel liceo che quando ero con lei. Così ho deciso di raccontarle mi paura di non essere accettata per gli altri. Lei mi ha consigliato di dirle alle persone la verità su me. Questo mi ha dato il coraggio per parlare con i miei amici e il risultato fu diverso allo che pensavo che poteva succedere: loro mi hanno accettato e mi hanno detto che non stava male essere differente. Tutto questo tempo mi sono trattenuta di essere me stessa quando il mio unico ostacolo erano le mie paure e insicurezze.
Con questo ho imparato ⎯e continuo a farlo oggi giorno⎯ che la persona che sono è sufficiente. Se una persona mi rifiuta per mi forma di essere quindi è il suo problema non il mio. Ora sapevo che i miei amici mi apprezzano per quello che sono e non per quello che sembro essere.
La Paura di stare da sola
Tutta la mia vita sono stata circondata da persone che amo: famiglia, amici. Mi sono sentita sempre protetta da loro. Per questa ragione fu difficile lasciare la mia casa e vivere da sola a un’altra città lontano da dove la mia famiglia viveva. Avevo diciassette anni quando ho preso quella decisione. Mi posso sempre ricordare che mia madre e mia nonna non erano d’accordo con quello. Mia madre voleva che io studiasse ingegneria dei sistemi ma quella non era la mia passione. Dal momento che potevo ricordare, la musica e le lingue avevano fatto parte di me e finalmente poteva realizzare il mio sogno anche se era lontano dai miei cari.
Per un attimo, pensai che non avrei successo finché un amico di mia madre non fosse intervenuto inaspettatamente:
—Lasciala andare—disse lui un giorno— Vuoi che lei viva con i rimpianti? Se quello è pensato per lei, accadrà e se no, non accadrà.
Una settimana dopo io e mia madre ci siamo imbarcati su un volo per Merida. Avevamo già trovato una residenza. Quindi siamo arrivati un venerdì direttamente lì.
Mia madre solamente mi poteva accompagnare due giorni per il suo lavoro. Quindi quei giorni ci siamo dedicati a comprare cibo e conoscere i dintorni. Alla fine di quel tempo mia madre lasciò senza me. Quella fu la prima volta che mi resi conto di essere completamente sola in una città che non conoscevo. Piansi i primi giorni fino a quando non mi addormentavo. Finché un giorno qualcuno bussò alla porta. Era una ragazza che viveva nella residenza, il suo nome era Angela. Lei mi domandò come mi sentivo. E mi disse che non era da sola che potevo passare il tempo con le altre ragazze.
Quella fu la prima amica che ho fatto a Merida.
Passarono i giorni e anche se mi mancava la mia famiglia, sono stata poco a poco felice a Merida. Non mi sentivo sola.
Per quel tempo ho conosciuto una persona molto importante non solo per questa storia, ma nella mia vita in generale: Luis.
Luis era un ragazzo introverso con gli occhi più espressivi che ho conosciuto in tutta la mia vita. L’ho conosciuto nel corso di preparazione per l'esame di ammissione. La prima cosa che catturò la mia attenzione fu come comunicava tutto con i suoi enormi occhi marroni. Quando non sapeva una risposta, quando qualcosa lo eccitava io potevo leggere quello chiaramente nei suoi occhi e quando parlavamo era meraviglioso perché avevamo molti gusti in comune.
Mi sono rifiutata di pensare che mi stavo innamorando. Non lo conoscevo, e molto recentemente ho avuto una relazione difficile. Ma ciò accade spesso rispetto all'amore, ti rendi conto che sei in pericolo di cadere quando non c'è altra opzione. Così sono caduta fortemente. Mi sono innamorato di lui e lui di me.
Eravamo senza famiglia in quella città ed è per questo che ci sosteniamo a vicenda. Imparammo come diventare adulti insieme. Tutto era molto bello e non ho mai pensato che questo sarebbe accaduto.
Passarono gli anni e le cose stavano cambiando. La Oriana e il Luis che hanno iniziato la relazione non esistevano ma e come tutti anticipavano, la fine di quella relazione è venuto.
Era di nuovo sola e alla fine capii che non aveva mai superato quella paura, invece, solo avevo utilizzato il suo supporto non per sconfiggere il timore di essere da sola ma per eluderlo. Quando ho capito che ero di nuovo da sola, mi ha fatto cadere in una profonda depressione e sebbene avessi il sostegno di molte persone, non sentivo che fosse giusto appoggiarmi a loro. Ora mi stavo isolando dal mondo intero. Ma questa volta non avevo intenzione di lasciarlo andare temporaneamente. Dovevo trovare un modo per superare definitivamente quella paura ed è successo.
Non mi posso ricordare quando è successo ma mi posso ricordare come si sentiva. Un giorno imparai che no ero da sola e che non sarei mai sola per una ragione molto semplice: ero con me stesso e quello doveva essere sufficiente. Così capii che la mia paura non era essere da sola ma dovevo affrontarmi, con tutti quei difetti che volevo tanto dimenticare.
Nel momento in cui ho iniziato ad accettare me stesso e ad amare me stesso. La mia paura è scomparsa. E così sconfissi il mio timore di essere da sola.
Originalmente scritto in 2018
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Le persone sono state più coinvolte nella tecnologia. Invenzioni tecnologiche come lo smartphone e l’internet si hanno diventato quasi necessari per lo sviluppo della routine quotidiana. Ad esempio, una statistica indicata nella web Gianluigibonanomi indica che più del 70% utilizza lo smartphone appena si svegli. Inoltre, “il 68% degli italiani guarda lo smartphone anche se non ci sono notifiche” (n.d). Con questo, si potrebbe sostenere che la dipendenza dalla tecnologia, in particolare dallo smartphone, è abbastanza comune. In questo senso, dovrebbe essere necessario sapere perché la maggior parte delle persone sono dipendenti allo smartphone. Tra gli usi più frequenti che le persone gli danno, sono quelli di comunicare con gli altri, comprare cose online, scattare foto, e come l’uso principale, essere connessi ai social media. In fatti, si può dire che i social media sono considerati “un fenomeno in continua crescita” (Eboli, 2017), cioè, sono utilizzati quotidianamente. Secondo la pagina Veronica Gentili, i social media possono essere definiti come tutti gli strumenti o “app” usati per condividere contenuti sul web. Oggigiorno, c’è una grande varietà di strumenti sociali che sembrano di avere una grande influenza sulle persone. Secondo una statistica presentata in Socialmediaeasy, i social network più popolari in Italia sono Facebook con 30 milioni, Youtube con 24 milioni, Instagram con 14 milioni e Twitter con 9 milioni utenti attivi e ogni anni questa quantità aumenta. Queste cifre mostrano l'impatto che queste reti hanno sulla società e che questo potrebbero avere conseguenze positive e negative a breve e lungo termine. Con questo, sebbene alcuni esperti sostengono che in cinquant'anni l’influenza dei social media sarà positiva giachè permetterà che le persone siano in contatto, che possano creare la sua propria identità online e che conoscano nuevo persone, si può argomentare che questo sarà negativo perché l’interazione fisica con gli altri diminuirà, ci saranno molti casi di furto d’identità e nuove forme di violenze come la cyber-violenza saranno più comune.
Lo Sviluppo tecnologico
Prima di tutto, alcuni esperti sostengono che lo svolgimento della tecnologia ha significato un sviluppo nella comunicazione tra persone. In fatti, Enistico (2017) afferma che "siamo immersi in un sistema di comunicazione che ha raggiunto l'apice, grazie allo sviluppo della tecnologia." Da questa prospettiva, i mezzi di comunicazione e la tecnologia sono vissuti come strumenti che aiutano allo sviluppo del potenziale comunicativo delle persone. Con questo, sostenitori di questa posizione potrebbero argomentare che in cinquant'anni la comunicazione avrà raggiunto il suo massimo potenziale, cioè, la gente sarà in costante contatto senza avere il bisogno di uscire da casa. In questo senso, i social network saranno utilizzati come i principali mezzi di comunicazione e questo potrebbe ridurre l'inquinamento ambientale dovuto a che le persone non usciranno spesso e, quindi, non utilizzeranno le macchine. Anche questa può essere possibilità positiva nel futuro, c'è un'altra possibilità di che essere connessi ai social network causerà dipendenza e diminuirà l'interazione fisica. D'accordo alla pagina web PsicologiaOK, sviluppare competenza sociale è importante per gli esseri umani perché aiuta a "instaurare il primo e fondamentale nucleo di relazioni significative." Quindi, in cinquanta anni i social network avranno una grande importanza, cioè, avrà interazione sociale ma non in forma fisica. L'interazione sarà in modo virtuale, con questo, le persone non si vedranno spesso. Infine, questo causerà un aumento nella cifra di persone con problemi per socializzare e altre malattie come l'ansia.
L'identità online
In modo simile, l’uso dei social network aiuterà alle persone a creare un'identità online al piacimento della persona. L'identità digitale può essere definita come l'immagine che mostriamo nel mondo virtuale, cioè una persona potrebbe teoricamente creare la persona che vorrebbero essere e mostrarla come la loro realtà nel loro ambiente web. Attualmente, lo studio dell'identità online di una persona in termini di Marketing è chiamato "personal branding" che viene definito dalla pagina PersonalBranding come lo studio e la strategia per "identificare, coltivare e comunicare" un messaggio in modo più efficace. Questi nuovi strumenti farebbero che molte persone iniziassero a lavorare sulla loro immagine online con scopi diversi, sia per gli hobby che per motivi professionali. Con questo, molte persone potrebbero obiettare che in cinquant'anni le persone avranno l'immagine "principale" che mostrano sui loro social network. In altre parole, da un punto di vista a favore di questa posizione, è possibile affermare che le persone avranno più controllo su se stesse poiché saranno in grado di costruire la persona che vogliono essere senza limiti di età, genere, classe sociale, nazionalità, religione o etnia. Questo può tradursi in totale libertà dalla discriminazione in tutto il mondo e questo porterà molti benefici, ad esempio, la pace mondiale sarebbe più vicina ad essere raggiunta, d'altra parte, l'obiettivo di movimenti sociali come i diritti degli afro-americani o le femministe sarebbero state soddisfatte. Mentre ciò potrebbe accadere, altri esperti potrebbero sostenere che la normalizzazione dell'identità digitale può portare altri tipi di reati come il furto di identità. In fatti, alcune statistiche presentate per Borzi (2017) indicano che in Italia ci sono più di 26.100 casi di furto d’identità scoperti all’anno (para.1) In altre parole, ci sono casi di furto d'identità, ma solo una percentuale sono stata scoperta, questo lascia un gran numero di casi impuniti in questo crimine. Inoltre, il furto di identità ha conseguenze molto gravi in ambiti diversi come quello sociale, economico, psicologico. Con tutti questi dati, è possibile dedurre che in cinquant'anni le cose andranno peggio perché la tecnologia e, quindi, i social network saranno più presenti nella vita delle persone. Cioè, il tasso di persone truffate da casi di questo crimine aumenterà. Si potrebbe anche sostenere che le forme di truffa potrebbero evolversi a tal punto che sarebbe molto difficile evitare di essere truffati. Ciò potrebbe causare problemi economici in quanto molte persone smetterebbero di investire i loro soldi nel banking virtuale a causa dell'insicurezza che avrà. Socialmente, anche le persone si sentiranno insicure perché la sottrazione di identità genererà dubbi e, di conseguenza, ci sarà sfiducia in conoscere persone. Ciò isolerà maggiormente le persone e alla fine tornerà alla società instabile in termini di economia e società.
Comunicazioni e Cyber-violenza
In contro, alcuni sostengono che l'influenza dei social network aiuterà le persone in termini di interazioni interpersonali perché i social network potranno connettere persone in tutto il mondo, cioè le persone saranno in grado di interagire con più persone senza limiti tradizionali come i confini tra i paesi. Si può, nell’attualità non ci sono solo pagine da collegare con le persone che già conosci, ma ci sono anche pagine per incontrare nuove persone: che sia per scambi culturali, fare amicizia o conoscere un possibile compito, è possibile raggiungerlo. Infatti, la pagina di IlFattoQuotidiano afferma che “fra il 2007 e il 2009, il 22 per cento delle coppie eterosessuali e il 61 per cento delle coppie omosessuali si sono incontrate online” (para 2.) Questa data può aiutare a pensare che in cinquant'anni la forma più comune di conoscere persone sarà su Internet. La società diventerà multiculturale perché le persone saranno in costante contatto con altri provenienti da tutto il mondo senza dover essere fisicamente presenti. Ciò porterà più conoscenza e tolleranza verso le culture non occidentali e diminuirà elementi negativi come la discriminazione e gli stereotipi. Inoltre, ciò aumenterà i progressi tecnologici. Le aziende tecnologiche saranno focalizzate sulla creazione di nuovi oggetti che aiuteranno alle persone di migliorare la loro esperienza di interazione sociale, soprattutto a livello internazionale. E sebbene molte delle argomentazioni presentate in precedenza potrebbero essere vere, si può anche sostenere che questa costante interazione con altre persone svilupperà nuovi problemi sociali, tra cui, nuovi problemi di violenza come la cyber-violenza. Questo termine di cyber-violenza è comunemente inteso come “azioni aggressive ed intenzionali, eseguite, attraverso strumenti elettronici, da una persona singola o da un gruppo, che mirano deliberatamente a far male o a danneggiare un’altro/altra che non può difendersi” (Buoncompagni, 2017, para. 3). Al momento è molto comune conoscere casi di persone derubate o molestate da altri. In fatti, nell’articolo di Buoncompagni, si mostra una statistica che spiega che ci sono più di “9 milioni di vittime, nella maggior parte donne, di età compresa tra i 18 e i 24 anni.” (para. 5) Questa cifra indica che l'intolleranza e la discriminazione stanno diventando più comune, questo si traduce in violenza attraverso i social network. Con questo, è possibile argomentare che nel futuro la violenza informatica aumenterà perché le persone perderanno la loro sensibilità perché non sono in contatto fisico con gli altri. Cioè, le persone inizieranno a vedere le altre persone come semplici lettere o dati trasmessi dal loro computer. Ciò altererà la percezione generale e per questo i casi di cyber-violenza saranno più comuni e aggressivi. Di conseguenza, si potrebbe prevedere che quello aumenterà il tasso di suicidi e altri disturbi psicologici come depressione, ansia, stress post-traumatico, disturbo ossessivo compulsiva, ecc. Infine, si potrebbe dire che sebbene grazie alla tecnologia e ai social network, si possono incontrare persone provenienti da contesti diversi, il rischio di aggressività sembra sempre più palpabile
Pensieri finali
Per concludere, si potrebbe dire che l'influenza della tecnologia e dei social network oggi è innegabile. E mentre passa più tempo, questo aumenterà. Con questo anticipo, ci saranno molti vantaggi soprattutto nel campo delle interazioni sociali. Le persone saranno in grado di comunicare più facilmente e questo porterà vantaggi come essere in contatto con i nostri conoscenti in ogni momento e anche con altre culture e allo stesso modo avremo il controllo su ciò che possiamo mostrare sui nostri social network e che ci condurrà ad un modo di comunicazione positivo in questo aspetto. Ma tutto questo avrà anche conseguenze negative perché dal momento che la tecnologia intorpidisce le persone e l'insensibilità porta cose negative. Aumenterà il crimine online come il furto di identità che accentuerà la sfiducia nella società. Anche il costante contatto con persone di altre culture causerà scontri culturali che porteranno a nuove forme di aggressione come la cyber-violenza che alla fine aumenterà i tassi di suicidio e altri tipi di malattie. E con questo, è possibile dire che la tecnologia può essere buona e cattiva allo stesso tempo, ma incolpare la tecnologia per tutte le cose negative non sembra essere il metodo migliore per affrontare e prevenire problemi futuri. Forse la soluzione migliore potrebbe essere quella di smettere di incolpare l'oggetto e iniziare a prestare attenzione a cose che sono state ignorate come il modo in cui educare la società per non violare i diritti degli altri. Anche se non è facile dare la colpa al creatore di creazione che, una volta tutto il male è già stato fatto? Sembra che abbiamo ancora una lunga strada da percorrere come specie.
Sources
Borzi, Nicola. (2017). Furti d’identità, escalation nel 2016. Isole24ore. Ricevuto di http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-07-28/furti-d-identita-escalation-2016-181314.shtml?uuid=AEbEVZ5B&refresh_ce=1
Bracciani, E. (n.d). Social Media come fattore di cambiamento sociale?. Ebblog.it. Ricevuto di http://www.ebblog.it/social-media-come-fattore-di-cambiamento-sociale/
Buoncompagni, G. (2017). Cyber-violenza. Un fenomeno in continua crescita. Periodicodaily. Ricevuto di http://www.periodicodaily.com/2017/02/02/cyber-violenza-un-fenomeno-in-continua-crescita/
Casubolo, S. (2013). Competenza sociale e socializzazione: l’importanza delle relazioni. PsicologiaOK.com. Ricevuto di http://www.psicologiaok.com/3658/competenza-sociale-e-socializzazione-limportanza-delle-relazioni/
Eboli, M (2016). I Social Media come fenomeno sociale: vantaggi e rischi. InsideMarketing.it
Enistico (2017). Tema sullo sviluppo della comunicazione. Studentville.it. Ricevuto di https://www.studentville.it/studiare/tema-sullo-sviluppo-della-comunicazione/
Gessa, D. (2012). Gli incontri online? “Il secondo modo più comune di iniziare una relazione”. IlFattoQuotidiano.it. Ricevuto di https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/incontri-online-secondo-modo-comune-iniziare-relazione/189812/
GianLuigiBonanomi. Dipendenza da smartphone: 15 statistiche incredibili.
Grossi, R. (2017). Statistiche Social Media. Socialmediaeasy.it. Ricevuto di https://www.socialmediaeasy.it/statistiche-social-media/
Personal Branding. La nostra definizione di Personal Branding. Personalbranding.it. Ricevuto di https://www.personalbranding.it/personal-branding-online/
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